LA MIA ESPERIENZA IN CINOFILA

Il mio amore verso i cani si perde nella notte dei tempi... beh, insomma non esageriamo!
Guardando le fotografie mi rendo conto però che è passato oltre mezzo secolo!
Detto così mi fa una certa impressione, resta il fatto che il primo cane l'ho avuto nell'ormai lontano 1953!
Da allora sono passati tanti anni e, purtroppo, diversi cani, tutti rimasti nel mio cuore.
Ora, quasi sessantenne, mi trovo alle prese con la mia prima esperienza di lavoro con un cane, questo a dimostrazione che non è mai troppo tardi. Lo scorso anno abbiamo, dico abbiamo perché l'amore per i cani l'ho trasmesso prima a mio marito e poi alle mie due figlie, dicevo abbiamo deciso di prendere un nuovo cane, erano recentemente mancati i nostri due schnauzer giganti.

Così è entrato a far parte del nostro nucleo famigliare Aramis delle Ire Nere, nome altisonante per descrivere, in quel momento, un batuffolo di pelo nero di 2 mesi e mezzo, batuffolo che nel giro di pochi mesi si sarebbe trasformato in un cane di grossa taglia.
L'esperienza insegna, e, so cosa vuol dire portare a spasso cani socializzati oppure no, specialmente se grossi, Ara è arrivato lunedì 13 febbraio 2006, ed il sabato seguente eravamo in cinofila con l'intenzione di "mostrargli" i suoi simili, ed informarci riguardo ad eventuali prossimi corsi. Il primo corso sarebbe cominciato... entro 15 minuti!
Premetto che non era la prima volta che entravo in una cinofila, lo avevo fatto anche con altri due cani, ma una volta il cane iniziava la sua istruzione a 6 mesi, ora invece organizzano corsi per cucciolini dai 2 ai 4 mesi, cuccioli dai 4 ai 6 mesi, e dai 6 mesi in poi. Dopo un breve scambio d'idee con le figlie, bisognava stabilire chi di noi tre avrebbe dovuto lavorare con il cane, si decide per la sottoscritta, poiché il cane è con me in pratica 24 ore al giorno. Così prende il via la mia avventura.
Tutti i sabato pomeriggio, bocconcini e gioco alla mano, mi presentavo con il mio cane in cinofila.
Vi posso assicurare che per tutta la settimana aspettavo il momento di recarmi alla "lezione". Indubbiamente al cane faceva bene stare con altri cani, ma anche a me stare con altre persone! Le lezioni, che agli occhi di chi stava guardando potevano far sorridere, impegnavano noi conducenti alle prime armi. Qui devo ammettere la pazienza dei monitori.
Un GRAZIE, anche se non mi sentono.
Provate ad avere 6 - 7 persone, la maggior parte donne, con relativi cuccioli, e... a voi l'immaginazione! Aspettando un sabato dopo l'altro le settimane sono passate velocemente e mi sono trovata con un cucciolo di sei mesi. I corsi finivano!
Terminavano così le chiacchierate del sabato, e sarebbero terminate anche le amicizie che erano nate?
Ora si poneva una scelta:
  1. potevo gettare la spugna; il cane era socializzato, lo scopo primario era raggiunto ed io mi trovavo nuovamente con il sabato pomeriggio libero, oppure
  2. sceglievo una disciplina specifica e continuavo a lavorare.
Avrei continuato!

La scelta era fatta, restava da decidere cosa fare.
Il mio sogno è sempre stato quello di avere un cane da catastrofe, e in cinofila vi è una disciplina abbastanza simile "sanitario", sarei rimasta in tema. Le doti necessarie al cane per questa disciplina sono prima di tutto un buon carattere e avvicinarsi volentieri alle persone. Non vi sono preferenze di razza, sono ben accetti anche i meticci. L'addestramento implica, indipendentemente dal clima, dalla stagione, diverse ore di lavoro ed esercitazioni di ricerca nel bosco. Disciplina scartata per il seguente motivo: se per il cane non ci sarebbero stati ostacoli, la mia non più verde età non mi permetteva di seguire come avrei dovuto il mio cane nei boschi. Decido di provare agility.
Qui il cane deve affrontare un percorso con diversi tipi d'ostacoli in un tempo base definito. Anche questa disciplina è aperta a tutti i cani di razza e non. Il cane impara ad ubbidire ad ogni comando in modo piacevole. Ho parlato tanto ma non ho ancora detto che il mio Aramis è uno Schnauzer gigante e, mi sembrava un po' grosso per questa disciplina, anche se, pur essendo un gigante, è notevolmente snello. Mi restava ancora una scelta:
IPO ( Internazionale Prüfungsordnung = Regolamento dei Concorsi Internazionale) disciplina costituita da tre lavori diversi: fiuto, ubbidienza, attacco. Per quanto concerne il fiuto il cane deve seguire una pista tracciata da un uomo sul terreno. L'ubbidienza consiste in una fase costituita dalla condotta al piede, viene inoltre valutata anche l'indifferenza del cane alle persone facendolo camminare attraverso ad un gruppo di persone. Per l'attacco il cane deve cercare un uomo all'interno di un nascondiglio. Non tutti i cani si prestano a questo lavoro. Occorre inoltre una condizione fisica del cane non indifferente e certamente la piena salute. La scelta era fatta: il mio cane ed io con lui avremmo fatto IPO!
La decisione che avevo dovuto prendere io l'avevano presa anche gli altri componenti del gruppo dei cuccioloni, con la differenza che loro restavano assieme ed solo io avrei cambiato. I cani ora lavoravano in campo uno per volta, pertanto anche se eravamo in due gruppi diversi le nostre chiacchierate potevano, in ogni caso, continuare a bordo campo. Credo che a beneficiare di questa separazione sia stato soprattutto il monitore: non sarebbe stato costretto a richiamare la nostra attenzione in continuazione! Il mio problema era un altro: avrei cambiato gruppo! Sarei stata sola con persone che conoscevo appena!
Chi mi conosce sa che il primo impatto per me non è mai così facile, anche se poi riesco ad ambientarmi velocemente. Ora, la preoccupazione era: non solo io cambiavo gruppo e monitore, ma con me c'era anche il cane! La maggior parte delle persone dicono: "ti preoccupi? E' solo un cane!" Chi ha la fortuna di avere un cane per amico, sa quanto questo compagno percepisce la nostra paura, il nostro stress, la nostra felicità e le nostre paure... e Aramis di stress ne percepiva in grande quantità. Stavamo lasciando un campo di gioco, dove anche il monitore faceva parte di questo gioco, insomma per rendervi l'idea era un po' com'essere all'asilo dove i cani apprendevano giocando, per passare alla scuola! Paura o no, stress o no, il cane era cresciuto ed era giusto proseguire e stargli al fianco (o era lui che stava al mio fianco?). Al momento non si parlava d'attacchi ma di piste e ubbidienza.
Eccoci una domenica mattina sui prati nei dintorni della cinofila.
Dopo i primi insegnamenti riguardo a come dovevo tracciare una pista, mi metto all'opera. Per le prime volte mi mettevo delle calze con dei pezzetti di wienerli sotto entrambe le scarpe, camminavo per un breve tratto mettendo, ogni tanto, dei bocconcini. Dopo circa dieci minuti il cane doveva ripercorrere il tragitto che avevo tracciato. Terminata la pista si tornava in cinofila per la fase d'ubbidienza. Quante volte ho detto al mio cane "seduto", "terra", "seduto", "piede"? Lo sto dicendo ancora dopo un anno e spero, augurando una lunga vita al mio Aramis, di dirlo ancora per tanto tempo. Lunedì ero nuovamente in cinofila per ubbidienza. Oggi le piste si sono allungate si sono aggiunti due cambi direzione, e il cane trova solo qualche bocconcino ogni tanto. Anche l'ubbidienza ha fatto qualche progresso. Riesco ad allontanarmi con il cane seduto libero in campo. Vi posso garantire che la prima volta che l'ha fatto (anche se a voi può sembrare una cosa da niente) mi sembrava di volare. Ho descritto quello che era la nuova istruzione di Aramis, ma avevo anche anticipato che avrei cambiato monitore. Il fatto che non ne ho parlato prima può aver già fatto leggere tra le righe il mio timore. Purtroppo nel momento in cui metto piede in campo mi rendo conto che non so più cosa fare, il guaio è che il cane se ne rende conto e ne approfitta! E' circa un anno che sto lavorando, e ultimamente, grazie alla disponibilità e competenza di tutti i monitori, le cose stanno migliorando... forse il parlarne in questa presentazione è servito da debriefing, esorcizzando così le mie paure e dandomi un po' di coraggio, chissà! Durante tutti questi mesi che ho trascorso in cinofila, in compagnia d'Aramis, posso solo dire di essermi trovata bene, con persone che provano per i loro compagni quadrupedi l'amore che provo io per il mio cucciolone. Mi piace lavorare con il cane, sono piacevoli le chiacchierate dopo le lezioni con scambio d'idee e d'esperienze, così come lo sono le cene che si organizzano ogni tanto.

Questa è stata ed è la mia vera esperienza presso una cinofila.
Penso sia importante che il cane impari una certa educazione, almeno di base, e con lui anche il compagno bipede.
Ho descritto la parte positiva, perché è così che io la sto vivendo, ma ammetto che ci sono anche i momenti in cui, uno può dire: "ma chi me lo fa fare ?", quando piove, fa freddo o la domenica mattina presto (in particolare d'inverno) quando si vorrebbe stare a letto. Alcuni iniziano con tanta voglia e poi non arrivano più alle lezioni. Come dice un monitore: "...è la selezione naturale". E' vero, avere un cane e accudirlo, richiede tempo e pazienza che lui ricambia con tantissimo amore (pensatici prima di portarvelo a casa).

A lui non interessa se siete ricchi o poveri, se vestite firmato o no, se siete giovani o anziani, a lui basta UNA CAREZZA E STARVI VICINO.

Lalla